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La passione e la sincerità della Romagna, dai suoi prodotti tipici.
Un amarcord di sapori che Luvirie racconta dal 2005, con la produzione artigianale di specialità alimentari tratte dalla cucina tradizionale romagnola e dalle sane ricette delle arzdore, le antiche signore romagnole della casa, e con la distribuzione dei migliori prodotti nati dai frutti di questa terra schietta e generosa, selezionati con cura per condividere i piaceri più autentici della tavola, in felice abbinamento con formaggi, dolci e vini, romagnoli e non solo.

Le PITTURE PER PAPILLE:
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Piadina Romagnola - Prodotti e piatti tipici romagnoli da Luvirie
PIADINA ROMAGNOLA
PRODOTTI TIPICI DELLA ROMAGNA


Imballo: 1 cartone x 20 buste (1 busta x 3 piadine)
Peso netto: 300 gr.


Ingredienti: farina, acqua, strutto e sale.
Da conservare in frigorifero, solo dopo aver aperto la confezione.

IL PIU' CONOSCIUTO TRA I PRODOTTI TIPICI DI ROMAGNA: LA PIADINA
UN CLASSICO DELLA CUCINA POVERA ROMAGNOLA, APPREZZATO IN TUTTO IL MONDO

Per chi abbia trascorso anche solo un giorno in Romagna, l'appuntamento con la piadina è un rito immancabile.
Un piacere nato sulla tavola dei più poveri, un piacere semplice fatto di ingredienti naturali, eppure capace di arrivare ai giorni nostri, facendosi apprezzare anche dai palati più raffinati.

Chi non ha mai assaggiato una piadina romagnola? Da sola o più spesso farcita in una delle sue innumerevoli declinazioni, con salumi, formaggi, erbe di campagna e tutto quello che di buono vi si vuole abbinare. Un piacere che non si dimentica, come accade per tutti i turisti che qui l'hanno conosciuta durante le vacanze o che l'hanno assaggiata in uno dei chioschi, sempre più numerosi, attraverso cui i romagnoli più intrapredenti l'hanno portata in tutto il mondo.
Grazie alle moderne tecniche di produzione e conservazione, oggi molto spesso è possibile trovare la Piadina Romagnola anche in numerosi supermercati e negozi.


LA PIADINA RIMINESE: PIU' SOTTILE RISPETTO ALLA VERSIONE FORLIVESE E CESENATE
UNA TENTAZIONE A CUI E' DIFFICILE RESISTERE, PRONTA IN POCHI ISTANTI E FACILE DA DIGERIRE

Per Piadina in Romagna si intende una schiacciata composta da farina di grano, acqua, sale e altri ingredienti a seconda della zona, che viene tirata con il mattarello e fatta cucoere sul testo (una tradizionale teglia di terracotta), restituendo un disco tenero e friabile, dalle tracce brune create dal fuoco e dal sapore delicato in grado di abbinarsi a qualunque pietanza.
La nostra Piadina è quella tipica dell'area riminese, più sottile rispetto alla versione forlivese e cesenata e quindi anche più rapida da scaldare e soprattutto facile da digerire, facendo però attenzione a non cuocerla troppo e renderla così troppo dura. Per gustare una piadina bastano davvero pochi istanti, purchè il testo (o una piastra di metallo o pietra) su cui va cotta sia stato scaldato a dovere.
Per questioni logisiche abbiamo scelto un prodotto che non va conservato in frigorifero perché non è fresco e si mantiene senza alcun problema ad una temperatura tra 0° e 25°. Una volta aperta la confezione (con 3 piade all'interno), allora sì, le piade vanno tenute in frigorifero, se si pensa di consumarle nei giorni immediatamente successivi, oppure vanno congelate e riposte nello scomparto freezer.


NON SOLO UN PIATTO DA STRADA, MA PIACEVOLE ANTIPASTO, SPUNTINO, SOSTITUTO DEL PANE O PIATTO UNICO
UN PRODOTTO DUTTILE, A SECONDA DI CIRCOSTANZE E NECESSITA', ASSIEME AI GUSTI E SAPORI PIU' DIVERSI

Oltre che nei chioschi della riviera romagnola, la piadina è un piatto davvero sorprendente da consumare ovunque e comunque, tanto è in grado di abbinarsi con i gusti e i sapori anche più diversi tra loro potendo diventare, a seconda di circostanze e necessità, piacevole antipasto, spuntino, sostituto del pane o spesso piatto unico della tavola.
Può essere un ottimo antipasto e spuntino, se condita con rucola e formaggio squaquerone e servita a spicchi. Oppure sostituto del pane, accompagnando grigliate di carne e pesce. Oppure sorprendente piatto unico, se farcita con salumi, formaggi, erbe di campagna.


LA PRIMA TESTIMONIANZA SCRITTA SULLA PIADA E' DATATA 1371
DA "PIE'" A "PIADA", IL PANE DEI POVERI ITALIANIZZATO DA GIOVANNI PASCOLI

E' del 1371 la prima testimonianza scritta sulla piada, così come oggi viene comunemente intesa, nata come pane dei poveri e fatta da ingredienti semplici: farina, acqua, strutto e sale, con innumerevoli varianti, a seconda della zona, che includono lievito, latte, olio, birra, ecc.
E' al grande poeta romagnolo Giovanni Pascoli, invece, che si deve il conio della parola italiana "piada", poi declinato affettuosamente nel tempo in "piadina", dell'originale "piè" in dialetto romagnolo.